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Oneri concessori e oblazione

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In caso di anticipazione delle somme dovute a titolo di oneri concessori e oblazione per ottenere la sanatoria di un abuso edilizio ai sensi della L. 326/03, e laddove all’esito dell’istruttoria non venga concessa la sanatoria stessa, si possono richiedere le somme detenute dall’Amministrazione?

Le somme dovute a titolo di oneri concessori e oblazione per l’istanza di sanatoria di cui alla L. 326/03, sono sottoposte a regimi giuridici differenti, perché diversa è la natura delle stesse. In particolare, le somme anticipate a titolo di oneri concessori vengono trattenute dall’Amministrazione semplicemente come anticipazione, pertanto se la sanatoria è concessa vengono trattenute, se viene negata debbono essere restituite. Secondo i principi generali, la somma detenuta dall’Amministrazione a titolo di corresponsione degli oneri di urbanizzazione costituisce un indebito oggettivo ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 2033 c.c. quando, non ricorrendo i presupposti della sanatoria, l’Amministrazione non ha titolo per conservarla. L’interessato ha quindi diritto di richiedere la restituzione degli oneri concessori anticipati e tale richiesta è soggette al termine di prescrizione decennale.

Le somme dovute a titolo di oblazione possono essere richieste in restituzione attraverso un’apposita istanza da inviare al Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il termine di prescrizione è di trentasei mesi.

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